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Domande e risposte sull’influenza.

Nelle ultime settimane diversi clienti ci hanno chiesto informazioni sull’influenza e sul vaccino influenzale di quest’anno, alcuni per semplice curiosità, altri perché colpiti da sintomi fastidiosi come febbre, spossatezza, dolori articolari, naso chiuso, tosse o mal di gola. In questo breve articolo cercheremo di rispondere alle domande più frequenti sull’influenza.

1. Che cos’è l’influenza?

L’influenza è una malattia provocata da virus (virus influenzali) che infettano le vie aeree (naso, gola, polmoni). Spesso vengono impropriamente etichettate come “influenza” diverse affezioni delle prime vie respiratorie che possono presentarsi con sintomi molto simili, infatti nello stesso periodo dell’anno in cui la circolazione dei virus influenzali è massima (in Italia solitamente in autunno-inverno) possono contemporaneamente circolare molti altri virus che provocano sintomi del tutto simili a quelli influenzali (Adenovirus, Rhinovirus, virus sinciziale respiratorio etc..).
2. Quali sono i sintomi dell’influenza?

È possibile che l’infezione non presenti sintomi, ma nella maggior parte dei casi, negli adulti, i sintomi generali consistono in: febbre o febbricola, malessere/spossatezza, mal di testa, dolori muscolari; i sintomi respiratori possono includere: tosse, mal di gola, respiro affannoso. Nei bambini è importante considerare quanto indicato per gli adulti tenendo conto che i bambini più piccoli non sono in grado di descrivere la sintomatologia sistemica che invece si può manifestare con irritabilità, pianto e inappetenza. Nel lattante l’influenza è spesso accompagnata da vomito e diarrea e solo eccezionalmente da febbre. Spesso nei bambini in età prescolare occhi arrossati e congiuntivite sono caratteristiche dell’influenza, in caso di febbre elevata. Nei casi non complicati, i sintomi si risolvono spontaneamente entro una settimana dall’esordio.

3. Come si trasmette l’influenza?

L’influenza si trasmette per via aerea, attraverso le goccioline di saliva e le secrezioni respiratorie, in maniera:

  • diretta (tosse, starnuti, colloquio a distanza molto ravvicinata);
  • indiretta (dispersione delle goccioline e secrezioni su oggetti e superfici).

Per questa ragione è fortemente raccomandato seguire alcune precauzioni generali, come:

  • rimanere a casa se malati, evitando di intraprendere viaggi e di recarvi al lavoro o a scuola, in modo da limitare contatti possibilmente infettanti con altre persone, nonché ridurre il rischio di complicazioni e infezioni concomitanti (superinfezioni) da parte di altri batteri o virus.
  • lavare spesso le mani con acqua e sapone, e in particolare dopo avere tossito e starnutito, o dopo avere frequentato luoghi e mezzi di trasporto pubblici; se acqua e sapone non sono disponibili, possibile usare in alternativa soluzioni detergenti a base di alcool;
  • evitare di portare le mani non pulite a contatto con occhi, naso e bocca;
  • coprire la bocca e il naso con un fazzoletto di carta quando si tossisce e starnutisce e gettare il fazzoletto usato nella spazzatura;
  • aerare regolarmente le stanze di soggiorno.

Sebbene un gesto semplice ed economico, come il lavarsi spesso le mani, in particolare dopo essersi soffiati il naso o aver tossito o starnutito, sia sottovalutato, esso rappresenta sicuramente l’intervento preventivo di prima scelta, ed è pratica riconosciuta, dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità, tra le più efficaci per il controllo della diffusione delle infezioni anche negli ospedali.

4. Come si cura l’influenza?

L’influenza solitamente è una malattia autolimitante ad esito benigno, questo significa che se a prendere l’influenza sono persone sane e non anziane (soggetti di età inferiore ai 65 anni)  basta dare un po’ di tempo al sistema immunitario per eliminare il virus che causa la malattia.

In questi casi il modo migliore per guarire in fretta è stare a riposo, riposare permette all’organismo di risparmiare energie e di concentrarsi sull’attività più importante e urgente: combattere i virus per guarire presto e bene. Avevate in programma un incontro di lavoro irrinunciabile o la cena con gli amici? Pazienza, per alcuni giorni (in media da tre a sette) tutto ciò che si deve fare è restare tranquillamente a casa, in un ambiente confortevole, ma non troppo caldo; affaticarsi il meno possibile; mangiare cibi sani, digeribili ma nutrienti; aumentare l’assunzione di vitamine, attraverso tanta frutta fresca e/o integratori multivitaminici e/o sali minerali.

Per quanto riguarda il ricorso ai farmaci ricordiamo che i farmaci vanno assunti in modo responsabile: i sintomi vanno attenuati senza azzerarli perché la febbre ad esempio è la “sana” risposta dell’organismo per combattere l’infezione, non a caso agli anziani con un sistema immunitario debole spesso non viene la febbre alta. Eliminandola del tutto si fa il gioco del virus, e lo stesso vale con gli altri sintomi: toglierli ci porta a tornare anzitempo alla vita normale e questo è un pericolo per gli altri, perché possiamo contagiarli, e per noi stessi perché cresce la probabilità di sovrainfezioni e complicanze. Inoltre, i farmaci da automedicazione vanno sempre utilizzati per breve tempo: se dopo quattro giorni si continua a star male bisogna consultare il medico.

Per scegliere il farmaco giusto fatevi guidare dai sintomi e chiedete consiglio al farmacista:

  • se predomina la febbre il paracetamolo è la scelta migliore (tachipirina ed efferalgan per fare due esempi), 500 mg sono sufficienti a ridurre la febbre anche negli adulti;
  • se ci sono molti dolori si può scegliere un principio attivo come l’acido acetilsalicilico (aspirina) o l’ibuprofene (moment), che all’azione antipiretica associano effetti antinfiammatori;
  • per il naso chiuso la soluzione più indicata sono gli spray decongestionanti naturali che possono essere usati per liberare il naso sia dagli adulti che dai bambini, il ricorso all’uso dei decongestionanti spray “classici” (rinazina) dovrebbe essere limitato, questo perché funzionano molto bene e liberano immediatamente il naso, portando la persona ad usarli appena il sintomo torna ad essere fastidioso. Il risultato è che si rischia il sovradosaggio e l’effetto “rebound” ovvero appena si interrompe la somministrazione il sintomo torna ancora più fastidioso di prima;
  • per la tosse con catarro si possono prendere degli sciroppi, bustine o compresse effervescenti che contengono mucolitici, sostanze che rompono i legami del muco rendendolo più fluido e facilitando la sua eliminazione con la tosse;
  • per la tosse secca e stizzosa invece si può ricorrere all’uso di sciroppi o gocce a base di sedativi della tosse, farmaci in grado di ridurre lo stimolo della tosse.

Ultima avvertenza fondamentale: mai assumere antibiotici se non sono stati specificamente prescritti. Contro l’influenza non servono e debilitano l’organismo, riducendo le possibilità di eliminare i virus e, quindi, quelle di guarire in fretta.

5. Perché vaccinarsi contro l’influenza?

Per due motivi: il primo è perché prendere l’influenza è facile, infatti l’ influenza è frequente motivo di consultazione medica e di ricovero ospedaliero ed è la principale causa di assenza dal lavoro e dalla scuola, tanto che l’assenteismo aumenta del 56% nel corso della stagione influenzale, provocando la perdita di 500.000 giornate lavorative durante il picco influenzale.

Il secondo è legato alle complicanze che questa malattia può portare, come:

  • bronchiti e polmoniti;
  • sinusiti e otiti (soprattutto nei bambini);
  • peggioramento di malattie già presenti come diabete, problemi respirato o cardiocircolatori.

Per questi motivi per le persone che hanno una probabilità maggiore di ammalarsi o che in caso di infezione rischiano conseguenze gravi, l’Istituto superiore di sanità raccomanda la vaccinazione.

Sul sito del ministero alla pagina http://www.salute.gov.it/portale/p5_1_1.jsp?lingua=italiano&id=103 è presente la lista completa delle persone per cui la vaccinazione è raccomandata, per motivi pratici noi elenchiamo solo alcune categorie tra quelle citate:

  • soggetti di età pari o superiore a 65 anni
  • soggetti in età infantile (minori di 9 anni) ed adulta affetti da:
    • malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio (inclusa l’asma persistente, la displasia broncopolmonare e la fibrosi cistica e la broncopatia cronico – ostruttiva – Bpco);
    • malattie dell’apparato cardiocircolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite;
    • insufficienza renale o altre severe condizioni patologiche che aumentino il rischio di complicanze;
    • diabete ed altre malattie dismetaboliche (inclusa l’obesità con BMI >30 e gravi patologie concomitanti);
    • tumori;
    • malattie congenite o acquisite a carico del sistema immunitario;
    • epatopatie croniche;
    • donne che all’inizio della stagione epidemica si trovano nel secondo e nel terzo trimestre di gravidanza;
    • individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti.
  • Inoltre la vaccinazione viene offerta, ai fini dell’interruzione della catena di trasmissione, alcune categorie:
    • personale sanitario di assistenza;
    • contatti familiari di soggetti ad alto rischio.

 

 

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